FaunaViva

Conclusa la campagna di inanellamento autunnale della Stazione Ornitologica “Dogana”


L’8 di novembre, dopo 90 giorni di attività, si è conclusa la campagna di inanellamento autunnale della Stazione Ornitologica “Dogana” di Vizzola Ticino.

La stazione ha operato per l’ottavo anno consecutivo, gestita da FaunaViva per conto del Parco Lombardo del Ticino.

Le catture effettuate nel corso della stagione hanno riguardato oltre 1.200 individui, appartenenti a 60 specie. Complessivamente il numero di catture non è stato molto elevato, ma ha comunque mostrato un incremento rispetto agli ultimi anni di attività, a conferma del fatto che gli interventi di miglioramento ambientale effettuati nell’area della stazione iniziano ad avere un effetto positivo sulla presenza e sulla sosta dei migratori in transito. In particolare, gli arbusti di specie baccifere, messi a dimora da alcuni anni, hanno raggiunto un buon livello di sviluppo, fornendo risorse di cibo e rifugio per gli uccelli presenti nell’area di studio.

L’andamento delle catture nel corso della stagione è descritto nel grafico seguente. Le catture sono suddivise per decade (es. 09_1 = prima decade di settembre), distinguendo tra individui appartenenti a specie migratrici a lungo raggio (rosso), migratrici a corto raggio (blu) o residenti (verde).

Andamento delle catture
Numero di individui catturati per decade, suddivisi per tipologia di migrazione.

Come si osserva, le catture si sono mantenute su livelli molto bassi durante tutto il mese di agosto, probabilmente a causa del persistente clima caldo e siccitoso. Nel mese di settembre le catture sono quindi aumentate fino a raggiungere il picco nella metà del mese di ottobre. Dal grafico si osserva anche come siano state complessivamente su livelli bassi le catture appartenenti a migratori a lungo raggio, che solitamente passano nel periodo iniziale della stagione di attività e frequentano prevalentemente gli ambienti aperti presenti nell’area. Hanno invece raggiunto buoni livelli le catture di migratori a corto raggio, che hanno costituito la componente principale del campione.

Nell’anno in corso, si sono mantenute su livelli abbastanza alti per tutta la stagione anche le catture di specie normalmente considerate residenti. In tutto il Nord Italia infatti si è registrato un importante passo di specie della famiglia delle cince e affini (Cinciarella, Cinciallegra, Cincia mora, Codibugnolo) che hanno avuto una notevole esplosione demografica in Europa settentrionale.

La specie con il maggior numero di catture è stata la Capinera (185 individui), seguita da Pettirosso (165) e Luì piccolo (109), tutte e tre specie migratrici a corto raggio. Il campione delle catture è stato elevato anche per tre specie considerate residenti nell’area (Codibugnolo 102, Cinciallegra 92, Cinciarella 55) probabilmente grazie all’arrivo di contingenti dall’Europa continentale.

Tra le specie di interesse per la conservazione, sono stati catturati Succiacapre (1), Martin pescatore (8) e Averla piccola (8).
Maschio e femmina di Capinera
Capinera – maschio (sinistra) e femmina (destra)

Come per gli anni passati, il numero di specie catturate è stato elevato, a conferma dell’elevata biodiversità che caratterizza l’area in cui sorge la Stazione Ornitologica. Questo aspetto risulta ancor più evidente considerando che per la struttura dell’impianto e la tipologia delle reti utilizzate, nel campione delle catture non compaiono numerose specie osservate in prossimità dell’impianto durante tutto il periodo di attività, come le specie legate all’ambiente fluviale (aironi, svassi, cormorani, limicoli e anatidi) o alcune specie di rapaci diurni e notturni (Albanella reale, Poiana, Lodolaio, Allocco). Interessante è anche la ricorrente presenza del Picchio nero in prossimità dell’impianto di cattura. Questa specie, interessante dal punto di vista della conservazione, sta vedendo in provincia di Varese un’espansione che ha portato alcuni individui a frequentare le aree di bosco di pianura della Valle del Ticino. 

Bisogna rilevare come il numero di catture di Averla piccola, che solitamente caratterizza la stazione, sia stato quest’anno particolarmente contenuto, nonostante il periodo di attività sia iniziato molto presto proprio nell’intento di intercettare tutto il flusso migratorio della specie. Sarà da verificare se questo fenomeno abbia riguardato la scala locale o sia invece diffuso a livello nazionale o continentale.

Oltre alle catture di individui non ancora marcati, durante la stagione autunnale del 2012 sono state effettuate oltre 540 ricatture di individui inanellati in precedenza, appartenenti a 33 specie.
Al numero relativamente elevato di ricatture hanno contribuito molti individui di migratori in sosta nell’area di studio, individui appartenenti a specie residenti nell’area e (soprattutto nella fase finale di attività) individui svernanti fedeli al sito, marcati nel corso di precedenti stagioni.
Spicca tra le altre la ricattura di un individuo di Pettirosso precedentemente inanellato in Russia. Si è trattato di un individuo nato nell’ultima stagione riproduttiva e che stava affrontando la sua prima migrazione.

Pettirosso con anello russo
Individuo di Pettirosso inanellato in Russia e ricatturato nella Stazione Ornitologica “Dogana”
Alcune immagini delle specie catturate durante le attività di inanellamento nella Stazione Ornitologica “Dogana” sono visibili nella pagina Facebook di FaunaViva: 

Notizie dal Passo di Spino: è l’anno delle specie irruttive!

L’Osservatorio Ornitologico Regionale “Antonio Duse” di Passo Spino (BS) in questi giorni è entrato nel vivo dell’attività stagionale di monitoraggio della migrazione. Oltre all’attività di inanellamento, in corso dal 19 di agosto, è iniziato infatti il conteggio visivo dei migratori in transito sul valico che congiunge il Monte Spino al Monte Pizzocolo, all’interno della ZPS “Parco Alto Garda Bresciano”.

L’Osservatorio sta per essere interessato dal periodo di maggior flusso delle specie migratrici a “corto raggio”, mentre stanno passando ormai gli ultimi individui delle specie migratrici “transahariane”, il cui lungo viaggio per raggiungere i quartieri di svernamento a sud del deserto africano è iniziato ormai da tempo.

Maschio di Crociere (foto Vitulano S.)

Dall’inizio della stagione ad ora, gli inanellamenti sono stati circa 900 e hanno interessato uccelli appartenenti a 55 differenti specie.
Non sono mancate catture particolarmente interessanti: di assoluto rilievo il marcaggio di un giovane dell’anno di Albanella pallida, specie mai catturata prima nell’ambito dell’intero Progetto Alpi, il network di stazioni impegnate nello studio della migrazione autunnale in area alpina di cui fa parte anche il Passo Spino.

Albanella pallida (foto Piotti G.)

Tra le specie di particolare interesse conservazionistico (elencate nell’Allegato I alla Direttiva 2009/147/CE) segnaliamo anche la cattura di un individuo di Civetta nana, sei civette capogrosso, due pettazzurri e un Ortolano.

Civetta nana (foto Vitulano S.)

Per quanto riguarda le ricatture, finora si segnalano 10 individui inanellati nella stazione durante le precedenti stagioni di attività, tra cui sono interessanti una Cincia bigia di almeno 6 anni, un Pettirosso di 5 anni e uno Zigolo muciatto di almeno 3 anni età.

Il mese di ottobre si preannuncia particolarmente impegnativo per il numero di catture giornaliere: sono già stati raggiunti numeri quasi record per la stazione per quanto riguarda il Crociere (circa 50), la Nocciolaia (12) e soprattutto la Cincia mora (circa 70). Queste tre specie sono caratterizzate da andamenti demografici molto fluttuanti tra le diverse annate, legati alla produttività forestale del centro e nord Europa: negli anni in cui la stagione riproduttiva ha maggior successo, la popolazione aumenta considerevolmente e si verificano massicci movimenti migratori “irruttivi” che raggiungono anche il nostro Paese.

Nocciolaia (foto Vitulano S.)

Le catture di fringillidi sono già molto numerose, soprattutto per quanto riguarda il Fringuello. Sono inoltre arrivate le prime peppole, contrariamente agli altri anni in cui quest’ultima specie veniva catturata non prima della metà di ottobre, e sono stati inanellati due organetti, specie che non veniva catturata nella stazione dal 2005.

Organetto (foto Vitulano S.)

L’Osservatorio di Passo Spino ha ospitato recentemente tre appassionati ornitologi spagnoli e, in generale, è meta autunnale di diversi inanellatori italiani.
Per chi fosse interessato, è possibile partecipare alle attività di campo contattando preventivamente i responsabili della stazione ai seguenti indirizzi email:

Severino Vitulano (s.vitulano@faunaviva.it)
Gianpiero Calvi (g.calvi@faunaviva.it)

Campagna naturalistica dell’Università degli Studi di Milano al Lago di Pusiano e al Monte Barro

Dal 3 settembre al 27 ottobre si svolgerà la campagna di monitoraggio dell’avifauna promossa dall’Università degli Studi di Milano.
Quest’iniziativa avrà luogo in due stazioni di inanellamento gestite da FaunaViva, La Stazione di inanellamento “Lambrone” e nella Stazione Ornitologica Sperimentale di Costa Perla. La prima stazione è situata sulle sponde del Lago di Pusiano, nel comune di Merone (CO), all’interno del Parco Regionale della Valle de Lambro; la seconda è localizzata nel comune di Galbiate (LC), all’interno del Parco Regionale del Monte Barro.
Gli studenti coinvolti nell’iniziativa, iscritti al secondo e al terzo anno del corso di laurea in Scienze Naturali, sotto la guida degli inanellatori presenti all’interno delle stazione e degli ornitologi dell’Università, apprenderanno le principali tecniche di monitoraggio dell’avifauna.
Ciascuno studente parteciperà alla campagna per sei giorni, durante i quali sarà coinvolto nelle operazioni di inanellamento scientifico, di gestione della stazione e nell’esecuzione di censimenti dell’avifauna alla vista e al canto.
Alla fine della campagna naturalistica gli studenti potranno inoltre imparare alcune tecniche di analisi applicabili sui dati raccolti durante lo svolgimento dell’attività di campo.
Una fase dell’attività di inanellamento svolta nella Stazione “Lambrone”
La prima fase di questa iniziativa ha avuto corso nella Stazione “Lambrone” durante l’attività di monitoraggio della migrazione primaverile e ha visti impegnati nove studenti; durante l’attività di monitoraggio della migrazione autunnale saranno invece coinvolti complessivamente ventisei studenti, due per settimana in ciascuna delle due stazioni di inanellamento.

Apertura autunnale delle Stazione di Inanellamento "Lambrone", sul Lago di Pusiano

Dopo una primavera ricca di catture, sia per numero che per specie, sta per riaprire la stazione di inanellamento a scopo scientifico “Lambrone” all’interno del SIC Lago di Pusiano (CO).
L’impianto di cattura rimarrà aperta in modo continuativo dal 3 settembre al 1 novembre, con l’obiettivo di intercettare sia il passaggio dei migratori a lungo raggio che di quelli a medio e corto raggio.
 Maschio di Balia dal collare in abito riproduttivo
Durante la scorsa primavera la stazione è rimasta aperta in maniera continuativa dal 16 aprile al 15 maggio.
Da subito la stagione si è dimostrata produttiva, registrando il primo giorno di apertura il record di cattura della stazione dal 2009 con 183 individui inanellati.
In totale sono stati catturati 1501 uccelli (1190 nuove catture, 240 autoricatture, 71 ricatture della stagione precedente) appartenenti a 42 specie diverse.
La prima decade ha registrato il maggior numero di catture: nei primi dieci giorni, infatti, sono stati catturati 819 individui di cui ben 529 capinere. 
Tra le specie di interesse si segnala la cattura di un maschio adulto di Balia dal collare in abito riproduttivo, un Frullino, due Pettazzuri, un Piro piro piccolo e un Tarabusino.
Individuo di Frullino
Durante la stagione primaverile non sono mancate ricatture di individui inanellati in altre stazioni, alcune delle quali straniere.
In particolare sono stati catturati un Pettirosso con anello russo, un Forapaglie comune con anello della Gran Bretagna e due Cannaiole comuni, rispettivamente con anello sloveno e spagnolo.
Chi fosse interessato a partecipare al progetto e assistere alle attività di cattura, può contattare i responsabili della stazione ai seguenti indirizzi email:
Mariella Nicastro: mariellanicastro@gmail.com
Andrea Galimberti: tgalimba@gmail.com

Monitoraggio della migrazione presso l’Osservatorio Ornitologico Regionale “Antonio Duse”

Il 19 agosto ha avuto inizio il tredicesimo anno di monitoraggio della migrazione post-riproduttiva presso lo storico Osservatorio Ornitologico Regionale “Antonio Duse” di Passo Spino (Toscolano Maderno – BS) riattivato nel 2000 per volontà della DG Agricoltura di Regione Lombardia che ne ha affidato la gestione all’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste (ERSAF): sono passati 83 anni da quando, nell’agosto del 1929, ebbe inizio proprio al Passo Spino la prima campagna di inanellamento coordinata nel nostro Paese.

L’Osservatorio costituisce una delle stazioni principali afferenti al Progetto Alpi, network di studio della migrazione post-riproduttiva in area alpina coordinato dal Museo delle Scienze di Trento e dal Centro Nazionale di Inanellamento dell’ISPRA. L’attività, come negli anni precedenti, proseguirà in maniera continuativa fino al 16 novembre.
Nel corso dei primi 12 anni di attività sono stati catturati 39.845 individui appartenenti a 107 specie. Le specie target, ovvero quelle catturate con maggiore frequenza, sono: Scricciolo, Pettirosso, Tordo bottaccio, Regolo, Balia nera, Fringuello, Peppola, Lucherino e Frosone.

In questi giorni sono stati catturati i primi migratori a lungo raggio (Rondine, Balestruccio, Prispolone, Beccafico, Luì bianco, Luì verde, Luì grosso, Balia nera).

Individui di tre diverse specie di luì, migratrici a lungo raggio. Da sinistra: Luì bianco, Luì grosso e Luì verde

Catturati anche due individui di Civetta capogrosso ed uno di Ortolano, specie elencate nell’Allegato I alla Direttiva 2009/147/CE.

Individuo di Civetta capogrosso nei pressi del casello di inanellamento

L’Osservatorio Ornitologico Regionale, situato nella Foresta Gardesana Occidentale, dispone di una foresteria all’interno di una malga ristrutturata a circa 1200 metri di altitudine. Per chi fosse interessato, è possibile partecipare alle attività di campo contattando preventivamente i responsabili della stazione ai seguenti indirizzi email:

Severino Vitulano (s.vitulano@faunaviva.it)
Gianpiero Calvi (g.calvi@faunaviva.it)

Primi giorni di inanellamento nel Parco Lombardo della Valle del Ticino

Prime giornate di attività presso la Stazione Ornitologica di Vizzola Ticino (VA), nel Parco Lombardo della Valle del Ticino. Il 9 agosto è stato allestito l’impianto e le catture hanno avuto inizio dalla sera stessa.

Sono stati diversi gli inanellamenti di specie nidificanti, sia stanziali (Picchio rosso maggiore, Picchio verde, Cincia bigia, Cinciallegra, Cinciarella, Ghiandaia) che migratrici nell’area di studio (Pettirosso, Usignolo, Capinera, Fringuello). A partire dal secondo giorno di attività hanno avuto inizio le catture di individui in migrazione (Luì grosso, Balia nera, Torcicollo). Non si è fatta attendere l’Averla piccola, specie target del progetto, di cui oggi è stato catturato il primo individuo. Da segnalare l’inanellamento di un giovane Sparviere e di un Gheppio. Catturati anche due Gruccioni: questa specie è presente costantemente nell’area con grandi stormi in alimentazione e la sua cattura non è più una novità per la stazione “Dogana”.

Individuo di Gruccione

Le statistiche di dettaglio delle catture effettuate nella stazione sono visibili nel sito di Inanellamento Italia alla pagina http://www.inanellamentoitalia.it/stats_catture1.asp?id=108&tipo=1

Monitoraggio della “migrazione di andata” nel Parco del Ticino: riapre la Stazione Ornitologica “Dogana”

Tra pochi giorni riprenderanno le attività di inanellamento a scopo scientifico della Stazione Ornitologica di Vizzola Ticino (VA), nota come “Dogana”, gestita da FaunaViva nel Parco Lombardo della Valle del Ticino. La stazione, attiva dal 2005 sia in periodo di migrazione primaverile che autunnale, è localizzata in un contesto caratterizzato da ambienti prativi e arbustivi, tra il fiume Ticino e il canale Villoresi.
Giunta nel suo ottavo anno di attività, la stazione ornitologica ha come obiettivo principale il monitoraggio della migrazione autunnale, ossia il “viaggio di andata” che gli uccelli devono intraprendere per spostarsi dai luoghi in cui si sono riprodotti o sono nati e raggiungere i quartieri di svernamento, in Europa meridionale o in Africa.
Il Parco del Ticino riveste un ruolo strategico all’interno della complessa rete ecologica che connette le Alpi all’Appennino settentrionale, oltre a costituire un’importante rotta migratoria per l’avifauna e può quindi essere considerato uno dei più importanti corridoi ecologici dell’Italia settentrionale.
Nel corso degli scorsi sette anni di attività della stazione sono state catturate 98 specie di uccelli, tra cui molte ritenute importanti ai fini della conservazione, come Voltolino, Re di quaglie, Succiacapre, Martin pescatore, Tottavilla, Pettazzurro, Balia dal collare, Averla piccola e Ortolano.
Esemplare di Succiacapre catturato nella primavera 2012 (Foto di Daniela Casola)
Le imminenti attività di inanellamento saranno divise in due periodi distinti: dal 9 agosto all’8 settembre 2012 e dal 24 settembre all’8 novembre 2012.
Il primo periodo è mirato in particolare a monitorare l’Averla piccola, specie inserita in All. I della Direttiva Uccelli e per la quale devono essere previste adeguate misure conservazionistiche dagli stati membri della Comunità Europea. L’Averla piccola rappresenta anche la specie simbolo della “Dogana” perché negli scorsi anni è stata catturata con numeri rilevanti a livello nazionale. Nella seconda metà di agosto e nei primi giorni di settembre si concentra anche il passaggio di altre specie di Passeriformi migratori precoci tipici degli ambienti aperti, caratterizzati da una “migrazione a lungo raggio” (transahariani), che insieme all’Averla piccola costituiscono l’oggetto del progetto “Gestione e  conservazione di agro-ecosistemi e di ambienti forestali a favore dell’avifauna di interesse conservazionistico nel Parco del Ticino”, in corso da quest’anno nel territorio del Parco del Ticino.
Il secondo periodo di attività mira invece a monitorare i migratori “a corto raggio” (infrapaleartici), che potrebbero svernare nel nostro Paese oppure lungo la fascia nordafricana. Molte di queste specie, per ricostituire le risorse energetiche necessarie al compimento del viaggio di migrazione, utilizzano le risorse (frutti, drupe e bacche) fornite dalle specie di arbusti pabulari messi a dimora nel corso degli interventi di miglioramento ambientali di cui è stata oggetto, in passato, l’area dove sorge la stazione.
Chi fosse interessato a partecipare al progetto e assistere alle attività di cattura, può contattare i responsabili della stazione ai seguenti indirizzi @mail:

Inanellamento in Dogana – Chiusura della stagione primaverile 2012

La stagione di inanellamento primaverile del 2012, alla Stazione Ornitologica “Dogana” di Vizzola Ticino, si è conclusa con il 30 maggio con 45 giornate di attività.
In questo periodo sono state catturati 416 individui appartenenti a 38 specie di Uccelli. Sono state inoltre effettuate 60 ricatture di individui inanellati durante la stessa stagione (in alcuni casi gli stessi individui sono stati ricatturati più volte durante questa primavera) e ben 36 ricatture di individui marcati nella stazione durante le stagioni precedenti: di queste segnaliamo un Codibugnolo inanellato nel 2008 (quindi di almeno 5 anni), una Cincia bigia inanellata nel 2009 nel suo primo anno di età (individuo di 4 anni), una Ghiandaia inanellata già adulta nel 2008 (quindi di almeno 6 anni), due picchi rossi maggiori inanellati nel 2007 e nel 2009 nel loro primo anno di età (attualmente nel loro sesto e quarto anno di età, rispettivamente) e un Picchio verde inanellato nel 2008 già nel suo secondo anno di età e quindi di 6 anni.
La stagione ha visto un andamento delle catture altalenante. Ad un inizio “tranquillo”, ha fatto seguito un primo picco di catture alla fine di aprile (in corrispondenza del passaggio di molte specie di migratori a lungo raggio). Con l’inizio del mese di maggio le catture sono nuovamente scese e sono quindi aumentate nuovamente alla fine del periodo di attività, quando il campione delle specie inanellate è risultato composto da una coda di migratori a lungo raggio e, soprattutto, da un gran numero di specie nidificanti nell’area di studio.
Sicuramente, come è sempre accaduto in questa stazione durante il periodo primaverile, le catture sono state fortemente influenzate dalle condizioni meteorologiche: molti dei migratori frequentano l’area di studio in periodi di perturbazione, quando si fermano per rifocillarsi prima di affrontare la barriera ecologica delle Alpi.
La specie maggiormente catturata è stata la Sterpazzola (63 individui), una specie di Silvide migratrice a lungo raggio, che frequenta gli ambienti aperti con presenza di arbusti. I numeri di catture di questa specie sono stati particolarmente alti rispetto al passato.
Sterpazzola

Tra i migratori, le altre specie più catturate sono state la Capinera (51 individui), lo Stiaccino (34) e l’Averla piccola (33).
La Capinera è un Silvide migratore a medio raggio, ampiamente diffuso in tutta Europa, frequenta gli ambienti boschivi ed arbustivi, anche urbani.
Femmina di Capinera

Lo Stiaccino è Turdide migratore a lingo raggio che frequenta gli ambienti aperti dell’Europa continentale e che nel nostro Paese è legato prevalentemente alle praterie alpine.
Maschio di Stiaccino

L’Averla piccola è una specie di Lanide migratrice a lungo raggio, che frequenta gli ambienti agricoli e le praterie in presenza di cespugli possibilmente spinosi. Particolarmente interessante dal punto di vista della conservazione, è inserita nell’Allegato I della Direttiva Uccelli. Proprio l’Averla piccola è la specie più importante monitorata in quest’area, in quanto i numeri di catture per la specie sono rilevanti anche rispetto all’intero panorama delle stazioni d’inanellamento nazionali.
Femmina di Averla piccola

Tra i residenti, le specie maggiormente catturate sono state la Cinciallegra (57 individui) ed il Codibugnolo (40).
Tra le specie importanti dal punto di vista della conservazione, oltre all’Averla piccola si segnalano le catture di Succiacare (4), Martin pescatore (1) e Pettazzurro (1).
Maschio di Succiacapre

Maggiori dettagli sui dati di cattura sono consultabile sul sito di Inanellamento Italia.

Una piccola Andalucia alle porte di Milano: le cicogne bianche di Rozzano

La Cicogna bianca (Ciconia ciconia) è da sempre ritenuta nell’immaginario collettivo come portatrice di buon auspicio e simbolo di fecondità. Assume quindi un significato indubbiamente positivo la presenza, ormai in pianta stabile da circa 4 anni, di una coppia di cicogne bianche nella zona sud dell’interland milanese, esattamente nella località Quinto Stampi, (Rozzano), alla quale, da quest’anno, si è aggiunta una seconda coppia.

Individuo marcato con anello metallico e colorato, fotografato a Milano in via dei Missaglia (foto Reginato F.)

Oggi abitare in zona Gratosoglio e svegliarsi al mattino con il “becchettamento” delle cicogne in parata nuziale sui tetti delle case regala alla periferia sud di Milano una caratteristica atmosfera “spagnola”! La Cicogna bianca è, infatti, estremamente diffusa in Spagna, soprattutto nella regione andalusa, con diverse centinaia di coppie.

Coppia al nido in località Quinto Stampi, Milano (foto Reginato F.)

Questa premessa è però solo il preludio alla bellissima storia che vi stiamo per raccontare.
Le prime segnalazioni di Cicogna bianca a Milano sono avvenute nel 2008 ad opera di Marco Sozzi e Severino Vitulano, due ornitologi impegnati anche nei rilevamenti dell’avifauna milanese nell’ambito del Progetto AViUM. La cicogna segnalata nel 2008 ha però una particolarità: risulta marcata con un anello colorato, ideato cioè per la sua lettura a distanza, oltre che con il convenzionale anello di metallo. La lettura dell’anello colorato di questo individuo è stata comunicata a più riprese dai due ornitologi al Centro Nazionale di Inanellamento dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), con sede a Ozzano dell’Emilia (BO); l’ultima lettura è stata comunicata lo scorso 3 marzo 2012.

Questo tipo di rilevamento consente di raccogliere importanti informazioni per approfondire le conoscenze sulla biologia ed ecologia degli uccelli (chiunque può segnalare il ritrovamento di un uccello inanellato o la lettura di un anello a distanza: basta scrivere una mail al CNI, recoveries@infs-epe.it, indicando il codice impresso sull’anello, la specie, se nota con certezza, la località e la data): il Centro Nazionale di Inanellamento (CNI) ha infatti prontamente comunicato ai due ornitologi la cosiddetta “Life History” dell’individuo in questione, ossia tutti i dettagli delle segnalazioni avvenute dal momento del suo inanellamento fino all’ultima lettura: IHCH (sigla riportata sull’anello colorato apposto sulla zampa sinistra) è una femmina nata nel 2006 da una coppia storica di cicogne bianche selvatiche presenti in località Orsetta (BO), nei pressi dell’Area di Riequilibrio Ecologico “Vasche dell’Ex-zuccherificio di Crevalcore” (inserita nella ZPS IT4050025), gestita dal Centro Agricoltura Ambiente-Sustenia srl (www.caa.it) per conto del Comune di Crevalcore. Questo sito riproduttivo “bolognese” risulta essere il più vecchio dell’Emilia Romagna e soprattutto non sembra essere stato il risultato di alcun progetto di reintroduzione, ma viene utilizzato naturalmente dalle cicogne da circa dieci anni.

Nido di Crevalcore, Bologna (foto Iannibelli A.)

L’inizio della vita di questa femmina di Cicogna bianca non è stato però dei più fortunati: dopo l’involo dal nido viene ritrovata debilitata, forse a causa di un’intossicazione alimentare, e il CRAS della LIPU di Bologna si prende carico della sua riabilitazione. Dopo pochi giorni la cicogna viene ritenuta recuperata e si decide per la sua immediata liberazione. Viene quindi chiamato un inanellatore locale, Alessio Farioli, per marcarla con un contrassegno visibile a distanza prima del suo rilascio: da questo momento la cicogna diventa IHCH, che però non sembra essere molto in forma al momento della sua liberazione in natura: “Ho mollato sta cicogna, secondo me non dura una settimana, ha fatto un voletto e si è messa nel prato poco in là…” sono state le parole di Alessio a un altro inanellatore emiliano, Giuseppe Rossi.

Inanellamento della cicogna recuperata nel 2006 a Crevalcore (BO) e ora nidificante sui tetti di Rozzano (MI)

Fortunatamente l’amico Alessio si sbagliava: IHCH invece ce l’ha fatta e di voletti ne ha fatti diversi negli anni successivi: nel 2007, nel suo secondo anno di vita, è stata segnalata in alcune località tra Bologna e Modena e l’ultima segnalazione in Emilia è stata proprio dell’amico Giuseppe Rossi, a Novi di Modena (“Ricattura 5” del 16 novembre 2007).
Da quel momento IHCH decide di dirigersi verso nord e viene appunto segnalata nel milanese il 15 marzo 2008 da Marco Sozzi (“Ricattura 6”). E in particolare Rozzano, ubicato nel Parco Agricolo Sud Milano e confinante con la metropoli milanese, è la località scelta dalla nostra cicogna, ora lombarda d’adozione, per fermarsi e riprodursi!

Località di inanellamento (segnaposto verde) e di avvistamento con lettura dell’anello colorato (segnaposto rosso) della Cicogna bianca IHCH (foto history_life_IHCH_infs-epe.it)

Arriviamo quindi alla storia dei giorni nostri con IHCH (nel suo settimo anno di vita) e il suo compagno, anche quest’anno, come nel 2009 e 2010, in procinto di accudire uova e piccoli, ma con la novità di una seconda coppia molto vicina, anche essi intenti nella cova fino a pochi giorni fa.
Segnaliamo anche il recupero nel 2011 di un pullo di IHCH, trovato impigliato in una rete delimitante un campo da calcio nei pressi del nido, con una lussazione alla zampa e prontamente riabilitato dal CRFS LIPU “La Fagiana” di Pontevecchio di Magenta (MI).

Secondo nido presente a Rozzano (MI), con un individuo in cova (foto Reginato F.)

La Cicogna bianca, specie per la quale è ben nota una forte base genetica che condiziona la scelta delle rotte migratorie da seguire, sta mostrando negli ultimi anni un andamento demografico positivo in Italia, tornando a nidificare nel nostro Paese con alcune coppie, come è messo in rilievo dalle sempre più frequenti segnalazioni di riproduzione in varie regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Abruzzo, Sicilia).
Nello specifico, è però difficile spiegare le ragioni biologiche ed ecologiche di questa piccola naturale “invasione” di cicogne bianche alle porte di Milano. Indubbiamente alle cicogne piace la periferia suburbana milanese della zona sud e il poco disturbo che è stato arrecato fino ad ora ai loro nidi. Inoltre, il distretto agricolo milanese fornisce loro molte risorse alimentari (piccoli anfibi e rettili, micromammiferi, piccoli pesci, etc…), grazie alla presenza di un rilevante numero di rogge e canali contigui ai siti di nidificazione.
Sarà sicuramente stimolante seguire nei prossimi anni l’evoluzione di questa piccola colonia milanese e cercare di capire le ragioni eto-ecologiche che hanno condotto questi fantastici uccelli a scegliere la periferia della metropoli per riprodursi.

AViUM 2012 – iniziano i rilevamenti

Con l’inizio di maggio, inizia la programmazione dei rilievi del Progetto AViUM (www.avium.it) per gli uccelli nidificanti.

Anche quest’anno la campagna prevederà una sessione di punti d’ascolto standardizzati in ciascuno dei 207 quadrati in cui è stata diviso il territorio del comune di Milano. A questo si affiancheranno dei rilievi lungo transetto lineare, da svolgere all’interno della aree a maggiore pregio naturalistico (parchi urbani, cave e Darsena).

I rilievi saranno svolti tra il 15 maggio ed il 30 giugno, secondo le metodologie riportate nel sito del Progetto alla pagina http://www.avium.it/Content.aspx?page=metodi_01.
Chi volesse partecipare alla campagna, dovrà contattare Paolo Bonazzi o Gianpiero Calvi per fornire la propria disponibilità e concordare le unità di rilevamento da coprire.

La sera del 20 maggio, in occasione dell’inizio della campagna primaverile, è una “pizzata” comunitaria per tutti i rilevatori ed i simpatizzanti del progetto. Chi volesse partecipare può contattare  Paolo Bonazzi o Gianpiero Calvi per ottenere maggiori informazioni sulla serata.
Approfitteremo di questa circostanza per distribuire, ai rilevatori che hanno partecipato alla scorsa campagna sugli svernanti, le magliette di AViUM. I disegni originali delle magliette sono stati realizzati da Fabrizio Reginato appositamente per il progetto!