FaunaViva

Monitoraggio della migrazione autunnale: è ripresa l’attività delle Stazioni Ornitologiche


Anche in questo autunno è ricominciata l’attività delle Stazioni Ornitologiche gestite in collaborazione con FaunaViva.
L’attività riguarda quattro Stazioni ed è svolta come di consueto in collaborazione con gli enti gestori delle Aree Protette in cui esse sorgono.Di seguito riportiamo il calendario dell’attività delle stazioni e le informazioni per raggiungerle.
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E’ ripresa l’attività di Inanellamento a scopo scientifico nel Parco del Ticino: la biodiversità non manca!


Lo scorso 16 aprile è ripartita l’attività della Stazione Ornitologica di Vizzola Ticino (VA), nota anche come “Dogana”, gestita da FaunaViva nel Parco Lombardo della Valle del Ticino: si tratta del 14° anno di attività nel Parco e del 9° a località di Vizzola Ticino.

Il Parco del Ticino costituisce un’importante rotta migratoria per l’avifauna e rappresenta uno dei più importanti corridoi ecologici della Lombardia, oltre che dell’Italia settentrionale.
Il progetto è stato finanziato nell’ambito dei Bandi Ambiente di Fondazione Cariplo, e prevede l’inanellamento dell’avifauna nel corso della stagione di migrazione primaverile presso la Stazione Ornitologica “Dogana” di Vizzola Ticino. Questa attività verrà gestita, come negli anni scorsi, dallo Studio di Consulenze Ambientali FaunaViva.
Inoltre, dall’inizio del mese di maggio si stanno svolgendo, presso l’area di monitoraggio e cattura, le “Campagne Naturalistiche” dell’Università degli Studi di Milano, che prevedono una serie di attività sul campo in cui alcuni studenti della facoltà di scienze dell’ateneo milanese affiancheranno, dall’alba al tramonto (e oltre…), esperti biologi e naturalisti.
Iniziativa lodevole mirata a far vivere agli studenti una “settimana da naturalisti”, con la finalità di avvicinarli a professionalità messe in discussione dalle attuali logiche del mercato del lavoro. 

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A.Vi.U.M. si allarga…


Nell’ambito di A.Vi.U.M., il progetto di atlante ornitologico della città di Milano, sono state intraprese due nuove tipologie di rilievi specifici per due gruppi di uccelli non facilmente rilevabili nell’ambito delle campagne di punti d’ascolto standardizzati.

Durante la campagna di censimenti dello scorso inverno, i rilevatori del progetto hanno iniziato a raccogliere dati per il progetto di Censimenti degli Uccelli acquatici svernanti in Lombardia (IWC), visitando alcun degli specchi d’acqua presenti nel limite sud-occidentale del comune.
Rilevamento degli uccelli acquatici svernanti

Dallo scorso 20 di marzo, per la prima volta dall’inizio del Progetto, sono inoltre iniziati i rilievi ad hoc per i rapaci notturni.
I rilevamenti, ancora in corso e da concludere entro la fine di aprile,  sono come sempre condotti da soci e simpatizzanti dell’Associazione, con una piacevole novità: una studentessa di Scienze Naturali dell’Università di Milano effettuerà il suo lavoro di tesi proprio sul rilievo dei rapaci notturni nella città di Milano, contribuendo dunque sia alla raccolta di dati che alla loro successiva elaborazione.
Osservati speciali per questo progetto saranno Civetta e Allocco, i rapaci notturni più diffusi nel nostro Paese. I rilievi, svolti con la metodologia dei punti d’ascolto con playback (emissione di richiami registrati delle specie per  stimolare la risposta degli individui presenti), sono eseguiti con particolare attenzione nella fascia di ambiente agricolo che circonda la città e nei principali parchi urbani, che costituiscono ambienti potenzialmente utilizzabili dalle specie di rapaci notturni.
Ci auguriamo che questa nuova campagna di rilievi ci riservi interessanti sorprese sull’avifauna milanese… e auguriamo a tutti i rilevatori un buon lavoro per queste fredde nottate di una primavera che stenta a partire!

Campagne naturalistiche

L’associazione si occupa anche dell’organizzazione e della conduzione di Campagne Naturalistiche per gli studenti di Scienze Naturali dell’Università degli Studi di Milano. Gli studenti possono scegliere tra diversi progetti che riguardano i taxa e le aree protette su cui FaunaViva opera abitualmente. Le campagne consistono in una parte di attività sul campo e una parte successiva di archiviazione e elaborazione dei dati e consentono agli studenti di avvicinarsi ad alcune realtà lavorative del proprio settore di studi.Continua a leggere

Rapaci notturni a Ornago, nel PLIS del Rio Vallone

Sabato 16 marzo il Consorzio Parco del Rio Vallone, in collaborazione con l’Associazione Faunaviva, ha organizzato una nuova iniziativa per conoscere da vicino il mondo dei rapaci notturni, bissando quella organizzata con successo l’anno scorso.

Nel 2012 la serata era stata condotta nel territorio tra Sulbiate e Mezzago mentre nel 2013 è stata la volta di Ornago, piccolo comune della provincia di Monza e Brianza situato nella porzione centrale del Parco del Rio Vallone e noto per la presenza del Santuario della Beata Vergine del Lazzaretto.
Proprio nel parcheggio adiacente il santuario ha avuto luogo il ritrovo dei partecipanti, accompagnati da un ornitologo di FaunaViva e dalle Guardie Ecologiche Volontarie del PLIS del Rio Vallone, che ringraziamo e che sono da poco in servizio sul territorio del Parco.

Dopo l’appello dei partecipanti e le presentazioni di rito, è stata fatta una breve introduzione sulla serata e sulle tecniche di censimento dei rapaci notturni, per passare poi rapidamente dalla teoria alla pratica.
Un primo punto di rilievo è stato effettuato a ridosso del Santuario. Le civette non hanno tardato a farsi sentire: due coppie hanno risposto in maniera decisa al richiamo riprodotto dall’ornitologo per mezzo dell’apposita strumentazione audio. I presenti hanno avuto modo si sentire diverse vocalizzazioni di questo rapace notturno, che è il più diffuso nel nostro Paese.
Dopo questo esordio, più che positivo, la comitiva si è spostata in direzione del Sanatorio e successivamente del Boscone di Ornago.
In questo caso le civette non hanno risposto, forse perché assenti o forse perché intimorite dalla presenza di un loro ingombrante parente: l’allocco.
Dopo aver cercato invano la civetta, è stata infatti la volta dell’allocco. Subito un maschio molto territoriale ha risposto al richiamo registrato.

La serata ha permesso ai partecipanti di avvicinarsi al misterioso mondo dei rapaci notturni ed ha confermato la presenza delle due specie nel territorio del parco. Interessante soprattutto la conferma dell’allocco specie legata ad ecosistemi forestali di buona qualità, ancora presenti, seppur in maniera residuale, nella porzione centrale del PLIS del Rio Vallone.
Speriamo che questa interessante serata abbia costituito per tutti i presenti una spinta ad avvicinarsi alle tematiche naturalistiche e ad approfondire le conoscenze del proprio territorio: la conoscenza è il primo fondamentale tassello per la tutela dell’ambiente naturale e del proprio territorio. In Pianura Padana ne abbiamo più che mai bisogno!

"Uccelli comuni in Italia. Gli andamenti di popolazione dal 2000 al 2011"

E’ stato pubblicato il nuovo opuscolo prodotto la LIPU e Rete Rurale con il contributo del progetto MITO2000

L’opuscolo fornisce idicazioni sugli andamenti di popolazione, nel periodo 2000-2012, delle specie comuni di uccelli nidificanti in Italia legate agli ambienti agricoli e forestali e degli indicatori ad essi legati, il Farmland Bird Index (FBI) e il Woodland Bird Index (WBI).

Sebbene l’indicatore FBI si sia sempre mantenuto entro valori compresi tra il 90-95% del valore iniziale (anno 2000), non sono assenti situazioni abbastanza critiche: le specie più esigenti dal punto di vista ecologico e, per questo motivo più fragili, diminuiscono infatti in maniera a volte drammatica come ad esempio la Calandrella (-57%), il Torcicollo (-49%) e l’Averla piccola (-43%) o come gli uccelli delle praterie montane (complessivamente diminuiti di circa il 18%). L’apparente stabilità del FBI non deve quindi rassicurarci, ma deve piuttosto essere di stimolo per tutti i soggetti in causa (aziende agricole, enti pubblici, ambientalisti e ornitologi) a proseguire nel monitorare gli uccelli e ad attuare politiche agricole che sostengono aziende agricole economicamente vitali ma che operano con modalità che migliorano il paesaggio, l’ambiente e la biodiversità.

Informazioni di maggiore dettaglio sul FBI, sul WBI e sull’Agricoltura ad Alto Valore Naturale all’interno della pubblicazione. Il documento è scaricabile dal sito web del progetto MITO2000 (www.mito2000.it).

AIUTO! C’è un pipistrello…

Breve resoconto delle attività di assistenza a pipistrelli (e umani) nel corso del 2012

Nel corso dell’anno appena terminato ci siamo occupati di circa una trentina di “problemi” riguardanti i pipistrelli. La segnalazione dei recapiti di FaunaViva sul sito web del GIRC (Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri) e la pagina Facebook dell’Associazione ha fatto sì che molte persone ci abbiano contattato per risolvere piccole problematiche di convivenza con i Chirotteri, oppure per avere indicazioni su cosa fare con pipistrelli, giovani o adulti, ritrovati fuori dai rifugi in situazione di potenziale pericolo.

Cinque sono state in totale le richieste di informazioni per casi di presenza problematica di pipistrelli negli edifici: cassoni di tapparelle pieni di pipistrelli, ristrutturazioni da eseguire, antifurto che suonano in continuazione sono i problemi che più spesso si sono presentati sia in case private sia in uffici e ditte. Il nostro intervento, telefonico o via mail si è risolto fornendo le spiegazioni più appropriate su come convivere con questi mammiferi e offrendo di eseguire sopralluoghi per verificare le soluzioni migliori per risolvere in modo soddisfacente per tutti le piccole (o grosse, a seconda della visione) problematiche.

I casi di ritrovamento di pipistrelli in difficoltà che hanno necessitato il nostro intervento sono stati in totale 23. La maggior parte delle segnalazione sono arrivate da Province diverse da quella milanese per cui le persone, dopo aver spiegato loro quali fossero le prima cure e verifiche da effettuare, sono state invitate, nel caso di effettiva difficoltà da parte del pipistrello, a rivolgersi direttamente al Centro Recupero Fauna Selvatica più vicino al luogo di ritrovamento.

Alcuni individui (molti giovani ma anche un paio di adulti rimasti feriti) sono invece arrivati direttamente alla sede di FaunaViva. Gli animali sono stati tutti rifocillati e alla prima occasione sono stati portati a ricevere le cure veterinarie più appropriate. La nostra sede e il tipo di attività che conduciamo non ci consentono infatti di curare animali feriti (nessuno di noi è veterinario) e non ci permette nemmeno di prenderci cura dei giovani per tempi molto prolungati e, soprattutto, di avere lo spazio adatto per eseguire i primi tentativi di volo in sicurezza.


Giovane di Pipistrello di Savi alimentato con una camola della farina (Foto di E. de Carli)

E se pensavamo che con l’inverno le consulenze chirotterologiche potessero avere uno stop, ci sbagliavamo di grosso: nei primi 20 giorni dell’anno sono già stati due gli interventi per pipistrelli risvegliati prima del tempo dal letargo e non in grado di trovare un nuovo rifugio adatto al proseguimento del loro meritato riposo invernale!

Chiusura dell’attività annuale per la Stazione Ornitologica Sperimentale di Costa Perla

A fine ottobre si è conclusa la stagione autunnale di attività dell’Osservatorio Ornitologico Sperimentale di Costa Perla (Galbiate – LC) nel Parco Regionale del Monte Barro.

L’autunno 2012 ha segnato il ritorno dell’osservatorio di Costa Perla nel novero delle principali stazioni afferenti al Progetto Alpi, progetto coordinato di studio della migrazione post-riproduttiva degli uccelli in area alpina, coordinato dal Museo delle Scienze di Trento e dal Centro Nazionale di Inanellamento dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Con la copertura continua del periodo compreso tra il 23 settembre e l’1 novembre, ovvero del periodo di maggior transito dei migratori su media distanza, l’osservatorio di Costa Perla è diventato stazione di tipo B del Progetto Alpi.

Dal 2011 le attività di cattura e inanellamento svolte a Costa Perla si inseriscono nel progetto “Seminare Biodiversità” che mira a valutare il ruolo e le potenzialità dell’avifauna, in particolare di quella migratrice, nella dispersione delle specie vegetali, autoctone e alloctone.
Il progetto, cofinanziato da Fondazione Cariplo, viene condotto dal Consorzio Parco del Monte Barro in collaborazione con l’Associazione FaunaViva e con ZooPlantLab – Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.
Nel periodo di attività dell’autunno 2012 sono stati inanellati 695 individui appartenenti a 36 specie; sono inoltre state effettuate 61 ricatture di individui precedentemente inanellati nella stessa stazione (nella stessa stagione o in stagioni precedenti). Le specie maggiormente catturate sono state Pettirosso, Fringuello, Tordo bottaccio, Regolo e Balia nera.
Pettirosso – Erithacus rubecula
L’andamento delle catture nel corso della stagione si è mantenuto su valori contenuti (entro i 30 uccelli al giorno) per tutta la prima metà del periodo di attività. Le catture sono quindi aumentate e hanno raggiunto il picco nella giornata del 22 ottobre, tornando poi a scendere anche a causa del peggioramento delle condizioni meteorologiche.
Andamento delle catture durante la stagione 2012
La stagione autunnale 2012 ha visto una riduzione delle catture rispetto al 2011. L’anno scorso, infatti, si era assistito su tutto l’arco alpino ad un numero particolarmente elevato di catture di Pettirosso, fenomeno che non si è ripetuto quest’anno. Ciò ha contribuito a ridurre il numero di catture effettuate alla stazione Costa Perla poiché il Pettirosso è la specie localmente predominante nel corso del periodo migratorio tardivo durante il quale si svolge l’attività di inanellamento.
I dati preliminari relativi alla stagione migratoria 2012, raccolti in diversi osservatori ornitologici italiani, hanno messo in evidenza l’arrivo nel nostro Paese di nutriti contingenti migratori provenienti dalle regioni settentrionali ed orientali del continente europeo. Anche a Costa Perla nel 2012 sono state catturate specie che raramente finiscono nelle reti della stazione, come ad esempio Cesena, Nocciolaia e Ciuffolotto.
Nocciolaia – Nucifraga caryocatactes

Durante le attività di cattura, come nel 2011, sono stati raccolti campioni fecali delle specie migratrici che abitualmente si nutrono di bacche, drupe e piccoli frutti, in particolare nel corso della migrazione e nel periodo invernale (ad es. Pettirosso, Merlo, Tordo bottaccio). I campioni vegetali presenti nel materiale raccolto, così come quelli opportunamente raccolti in altre aree del Parco Monte Barro ed in altre aree protette ad esso limitrofe, verranno sottoposti ad analisi molecolare dai ricercatori dello ZooPlantLab.

Frutti di rovo

Con la caratterizzazione genetica delle popolazioni delle specie vegetali target si cercherà di tracciare l’entità e il successo di dispersione, studiando lo scambio genetico e valutando la connettività ecologica dentro e al di fuori del Parco.
In base ai risultati delle indagini verranno proposte soluzioni per la riduzione dell’isolamento riproduttivo delle specie vegetali anche sfruttando gli uccelli come veicolo di dispersione.

Chiusura dell’attività del Passo di Spino: una stagione da record!

L’Osservatorio Ornitologico Regionale “Antonio Duse” di Passo Spino ha concluso il proprio tredicesimo anno di monitoraggio della migrazione autunnale lo scorso 16 novembre. 

Quella del 2012 ed è stata sicuramente una stagione da ricordare! Nel corso di questi tre mesi di attività sono stati inanellati 4955 individui appartenenti a 70 specie di Uccelli, superando il record di catture complessive della stazione, registrato nel 2001 (4778 individui).
Le ricatture di individui già marcati sono state complessivamente 36 e hanno riguardato 14 specie. Di queste solo un Fringuello è risultato una “ricattura esterna”, ossia un individuo con anello italiano inanellato presso un’altra stazione ornitologica.

L’andamento delle catture nel corso della stagione, ha visto un periodo iniziale caratterizzato da numeri piuttosto bassi. Questo periodo ha riguardato la seconda metà di agosto e l’intero mese di settembre. Dall’ultima pentade di settembre le catture sono iniziate ad aumentare, raggiungendo il picco nella pentade che va dal 3 al 7 di ottobre. I numeri di individui inanellati si sono mantenuti alti per tutto il mese di ottobre, diminuendo solo dalla fine del mese, quando le perturbazioni hanno iniziato ad essere più frequenti condizionando l’attività di cattura.

Andamento delle catture per pentade. Nel grafico ciascuna pentade è indicata con la data centrale.

Le dieci specie più inanellate sono quasi tutte migratrici a “corto raggio”, rappresentate, in ordine numerico, da Fringuello (1976 individui), Lucherino (647), Regolo (409), Pettirosso (400), Cincia mora (341), Peppola (328), Balia nera (122 catture, unica migratrice a lungo raggio tra le dieci specie più catturate), Frosone (77), Tordo bottaccio (69) e Crociere (55).

Maschio di Fringuello
Come avevamo già segnalato nel corso della stagione (Notizie dal Passo di Spino: è l’anno delle specie irruttive!), i risultati hanno confermato che quest’anno è stato interessato da un passo eccezionale di diverse specie caratterizzate da comportamenti migratori irruttivi. Tra queste si segnalano alcune specie della famiglia delle cince (Cinciallegra e Cinciarella oltre a Cincia mora), il Regolo e il Crociere.

Cincia mora

Tra le catture di questa stagione dell’Osservatorio di Passo Spino si annoverano inoltre alcune specie inusuali o di particolare interesse conservazionistico.
Tra i non Passeriformi, oltre all’individuo di albanella pallida (prima cattura nell’ambito del Progetto Alpi), si segnalano le catture di un Gufo di palude, una Civetta nana e ben otto civette capogrosso.

Gufo di palude

Tra i Passeriformi si segnalano la cattura di una Rondine montana, un Merlo dal collare, due pettazzurri, due organetti, tre venturoni alpini, un ortolano e due zigoli gialli. Da rilevare anche la cattura di un ibrido femmina di Fringuello x Peppola. 

Merlo dal collare (sottospecie torquatus, dell’Europa nordoccidentale)

Curiose le catture di alcuni individui con forme di albinismo, come il Pettirosso e la Cincia mora.

Individuo di Pettirosso che manifesta una forma di albinismo riguardante alcune penne timoniere

Si ringraziano tutti gli inanellatori e i collaboratori che hanno partecipato alle attività di monitoraggio, sfidando anche la neve!

Si ringrazia inoltre in modo particolare tutto il personale della sede ERSAF di Gargnano (BS) che è tra gli attori principali del progetto in corso e fornisce costante appoggio nella gestione logistica della struttura dell’Osservatorio Ornitologico Regionale.
Sulla pagina Facebook di FaunaViva è possibile vedere alcune foto delle specie catturate durante la stagione:
Sul sito di Inanellamento Italia è inoltre possibile consultare il dettaglio delle catture effettuate:
La neve al Passo di Spino

La Stazione Ornitologica del Rio Vallone

I documenti inerenti la proposta di Piano Faunistico Venatorio (PFV) della Provincia di Monza e Brianza sono stati depositati presso il Settore Caccia e Pesca della Provincia il giorno 17 ottobre 2012 e saranno in libera visione per 60 giorni durante i quali i portatori di interessi possono inoltrare le proprie osservazioni.
La Stazione Ornitologica del Rio Vallone, in cui negli scorsi anni FaunaViva ha condotto sessioni esplorative di inanellamento nelle diverse stagioni dell’anno, viene individuata nel testo della proposta di PFV come potenziale osservatorio ornitologico provinciale ai sensi dell’articolo 10 della legge 157/92.

La stazione si trova in prossimità dell’Oasi Foppe di Cavenago Brianza (MB). Tale sito, utilizzato dal 1958 al 1963 come cava di argilla, è rimasto in stato di abbandono fino al 1980, quando ha avuto inizio un lungo processo di ripristino. L’area, di proprietà comunale, è gestita dal Parco del Rio Vallone.
Oggi l’intervento di recupero è quasi concluso e l’area ha assunto l’aspetto di una zona umida con un bacino ed un’isoletta centrale, un’ampia porzione di canneto e fasce boscate e prative. È l’area umida più importante del Parco e ha notevoli potenzialità in quanto a funzionalità ecologica, nonostante vada posta particolare attenzione nel conseguimento del migliore compromesso con la fruizione da parte di numerosi visitatori.
A ridosso dell’area delle Foppe esistono altri elementi ecologicamente importanti: il bosco del Sanatorio di Ornago, con numerosi alberi maturi, ed il Rio Pissanegra, accompagnato da una fascia boscata. Proprio ai margini del Rio Pissanegra, a sud-est delle Foppe, sorge una cassa di espansione che ha dato origine ad un ampio canneto circondato da fasce boschive: qui è stato collocato l’impianto di cattura della Stazione Ornitologica.

Rete dell’impianto di cattura
Dal 2005 al 2008 sono state effettuate quasi 50 sessioni di cattura distribuite in diversi periodi dell’anno con lo scopo di valutare le potenzialità dell’area come Osservatorio Ornitologico. 
L’attività ha portato alla cattura di oltre 600 individui appartenenti a 27 specie di Uccelli. Le specie maggiormente catturate sono state Migliarino di palude (specie che forma regolarmente dormitori invernali nell’area a canneto), Capinera, Pettirosso, Usignolo, Passera scopaiola.
Migliarino di palude
Tra le altre specie, catturate con minor frequenza, vi sono il Torcicollo (Piciforme migratore), specie di ambiente umido (Forapaglie comune, Cannaiola comune, Cannareccione), Silvidi (Canapino comune, Sterpazzola, Luì piccolo, Luì grosso, Regolo) e Fringillidi (Fringuello, Peppola, Verzellino).
Da segnalare infine la cattura di tre individui di Averla piccola, specie di interesse comunitario, elencata nell’Allegato I alla Direttiva 2009/147/CE ed indicatrice di ecosistemi agricoli di qualità.

Torcicollo

Considerando il ridotto sforzo di campionamento (sessioni di poche ore e impianto costituito da poche reti) l’area di studio ha mostrato ottime potenzialità dal punto di vista della ricchezza specifica. I dati raccolti confermano quindi l’importanza di quest’area in un contesto fortemente frammentato come quello della pianura lombarda, dove questi piccoli hot spot di naturalità danno origine ad un “effetto isola” attirando un gran numero di individui e specie che non trovano habitat idonei nelle aree circostanti

Il valore potenziale dell’area come osservatorio ornitologico è stato confermato e ampliato dai risultati delle osservazioni condotte parallelamente alle sessioni di cattura durante le quali sono state contattare numerose altre specie di cui alcune di interesse conservazionistico (ad es.: Airone cenerino, Nitticora, Tarabusino, Albanella reale, Sparviere, Martin pescatore, Picchio rosso maggiore, Picchio verde, Rondine, Pendolino) o gestionale (ad es.: Fagiano comune, Porciglione, Colombaccio, Cesena, Tordo bottaccio, Gazza, Cornacchia grigia).