Passo di Spino

Passato e presente

L’Osservatorio Ornitologico Regionale “Antonio Duse” del Passo di Spino (Toscolano Maderno – BS), si può considerare a ragione una delle più importanti stazioni di inanellamento italiane. Fu infatti presso le passate dello Spino che nel 1929 ebbe inizio la prima campagna coordinata di inanellamento nel nostro Paese. L’osservatorio dello Spino, assieme ad altre stazioni di inanellamento dislocate nel settore alpino centro-orientale, diede vita tra il 1929 ed il 1941 all’Osservatorio Ornitologico del Garda, coordinato dal Dottor Antonio Duse. La Regione Lombardia, 70 anni dopo la sua prima apertura, ha deciso di riattivare la stazione di inanellamento, intitolandola proprio all’illustre medico. Dopo alcune sessioni sperimentali effettuate nel 1999 la stazione ha operato con continuità nel corso della migrazione post-riproduttiva dal 2000 ad oggi. In questi anni, nel passo autunnale sono stati catturati circa 35.000 individui appartenenti a 98 specie.

Continuità di lavoro e rigorosità nel metodo scientifico

Aspetti qualificanti dell’attività condotta sono la continuità e la rigorosità scientifica dei metodi di studio. Tali risultati sono stati possibili grazie al determinante supporto di Regione Lombardia ed ERSAF ed all’esperienza di FaunaViva, che attualmente collabora con la realtà dello Studio Associato e che in questi anni si è avvalsa di alcuni dei migliori inanellatori italiani.

Il ruolo nel Progetto Alpi e i conteggi visivi della migrazione

L’Osservatorio di Spino è uno dei più importanti tra quelli afferenti al Progetto Alpi, programma coordinato di studio della migrazione in area alpina. La stazione del Passo di Spino è stata nel 2005 la prima in Italia ad intraprendere in maniera strutturata il conteggio visivo dei migratori. Il conteggio viene effettuato da un operatore dedicato nel periodo di maggiore intensità del passo autunnale, con un metodo di rilevamento a campione, consistente in sessioni di 15 minuti ogni ora. I primi anni di attività hanno fornito risultati molto interessanti, presentati al XV Convegno Nazionale di Ornitologia a Sabaudia (LT) ed al X Convegno Nazionale degli Inanellatori a Montesilvano (PE): il conteggio visivo costituisce un’importante integrazione dell’inanellamento ampliando lo spettro delle specie monitorate ed incrementando la precisione delle stime numeriche.

Studio della migrazione

Nel primi 11 anni di attività i dati raccolti presso il Passo di Spino sono stati utilizzati per indagare diversi aspetti della migrazione degli Uccelli, dalla fenologia migratoria alla demografia delle popolazioni selvatiche, dall’influenza dei cambiamenti climatici allo stato di salute delle popolazioni migratrici, dall’evoluzione della morfologia alare all’identificazione delle aree di provenienza delle popolazioni migratrici. Gli stessi dati contribuiscono inoltre ad arricchire il database del Progetto Alpi sul quale vengono effettuate analisi a scala più ampia. Annualmente nelle relazioni tecniche vengono definiti alcuni parametri fondamentali delle popolazioni migratrici: l’andamento numerico delle catture negli anni, la scansione temporale del passaggio migratorio, il rapporto tra individui giovani ed adulti, le caratteristiche biometriche medie delle popolazioni in transito. La raccolta di tali informazioni su tempi lunghi e con metodologie standardizzate costituisce l’essenza stessa dei programmi di monitoraggio: è infatti fondamentale disporre di informazioni aggiornate per poter valutare in tempo reale lo stato di conservazione delle specie migratrici o individuare in tempi brevi l’occorrenza di particolari criticità, come ad esempio la marcata e prolungata diminuzione di qualche specie o la variazione delle condizioni fisiologiche all’interno di una popolazione. È poi sulla base di tali informazioni che vanno approntate le opportune strategie di conservazione della fauna selvatica.

La continuità e la durata sono l’essenza stessa dei progetti di monitoraggio e, purtroppo, costituiscono in molti casi un punto debole degli studi condotti nel nostro Paese. I dati raccolti al Passo di Spino dal momento della sua riapertura hanno permesso di costruire un database di indubbia qualità, tra i più importanti del panorama italiano.

Formazione e scambio di esperienze con l’estero

Altri aspetti fondamentali dell’attività svolta al Passo di Spino sono quelli della formazione universitaria e dello scambio di conoscenze con inanellatori provenienti da altri Paesi. In dieci anni di attività sono stati svolti presso l’Osservatorio del Passo di Spino tredici lavori di tesi che hanno coinvolto laureandi degli atenei di Milano, Milano Bicocca e Pavia. La stazione ha inoltre ospitato regolarmente inanellatori provenienti da altri Paesi (Danimarca, Kenia, Gran Bretagna, Olanda, Portogallo, Spagna, Stati Uniti) in modo da garantire uno scambio ed una formazione continua del personale coinvolto nelle operazioni di inanellamento.


News 2014!

E’ stato pubblicato con il contributo di Regione Lombardia l’aggiornamento della pubblicazione “Osservatorio Ornitologico Regionale Antonio Duse al Passo di Spino”, nella Foresta Regionale Gardesana Occidentale. In questo nuovo volume potrete trovare molte nuove informazioni scientifiche sui risultati di 13 anni di studio (2000-2012) e di attività di inanellamento condotti per scoprire l’affascinante mondo della migrazione. E’, inoltre, disponibile anche un nuovo depliant divulgativo che sintetizza l’attività dei 13 anni di studio della migrazione all’Osservatorio Ornitologico al Passo di Spino.

La nuova pubblicazione è accompagnata da 3 video: un brevissimo booktrailer (che trovate sotto), una presentazione di carattere istituzionale ed una di carattere più scientifico.

Sulla pagina Produzione di materiale divulgativo di FaunaViva potete scaricare le pubblicazioni in formato .pdf e trovare i link ai video.