Il Parco del Ticino e il suo ruolo strategico per la migrazione degli uccelli: riprendono le attività di inanellamento a scopo scientifico nella Stazione Ornitologica "Dogana"


Il 16 aprile ricomincia il monitoraggio dell’avifauna presso la Stazione Ornitologica di Vizzola Ticino (VA), nota anche come “Dogana”, gestita da FaunaViva nel Parco Lombardo della Valle del Ticino: si tratta del 15° anno di attività nel Parco e del 10° nella località di Vizzola Ticino.
Il progetto attuale (2012-2015), “Gestione e conservazione di agroecosistemi e di ambienti forestali a favore dell’avifauna di interesse conservazionistico nel Parco del Ticino”, che vede coinvolti il Parco Lombardo della Valle del Ticino e Fondazione Lombardia per l’Ambiente, è giunto ormai nel suo terzo anno di attività e prevede l’inanellamento dell’avifauna nel corso della stagione di migrazione primaverile presso la Stazione Ornitologica “Dogana” di Vizzola Ticino.

Lo Studio di Consulenze Ambientali FaunaViva gestirà, come negli anni passati, l’attività di inanellamento congiuntamente a uno studio sulle influenze delle condizioni meteo sul tasso di ingrassamento dei passeriformi in sosta migratoria nell’area del Parco, con il coinvolgimento di una tesista dell’Università Statale di Milano.
Il 2013 si è chiuso con 445 individui inanellati appartenenti a 42 specie, in primavera, e 899 inanellamenti distribuiti in 49 specie, in autunno. In figura 1 è mostrata la frazione di individui catturati in relazione alla tipologia di migrazione: è evidente come in primavera il monitoraggio sia incentrato sostanzialmente sulla migrazione a lungo raggio, per lo più notturna (transahariana), mentre in autunno il focus dello studio si sposti obbligatoriamente sulla migrazione a media-corta distanza (infrapaleartica).

 

Figura 1. Ripartizione delle catture del 2013 per tipologia di migratori.
Come sempre le ricatture sono state molto numerose: le catture relative a individui già inanellati nella stessa stazione ma nelle stagioni precedenti sono state complessivamente 89 (37 in primavera e 52 in autunno), mentre gli eventi di autoricattura (ricattura di un individuo inanellato in precedenza nella stessa stagione e nella medesima stazione), sono stati 371 (106 in primavera e 265 in autunno); questi numeri testimoniano come l’area oggetto di studio sia ben frequentata nel tempo, sia dalle specie stanziali che da quelle in stop-over (sosta migratoria).
A tal riguardo risultano molto interessanti le ricatture molto tardive (fine ottobre-inizi novembre 2013) di Pispola e Passera scopaiola, inanellati nel 2012, sempre in autunno inoltrato, oltre ad altri individui di Pettirosso e Luì piccolo, probabilmente non locali, ma sempre inanellati nel 2012 e ricatturati nel 2013 in periodo di migrazione avanzata: questi individui ricatturati nel corso degli ultimi due autunni e tutti migratori su media distanza rappresentano indubbiamente un buon risultato per quest’area del Parco, resa oggetto negli anni passati di piantumazione di elementi arbustivi autoctoni produttori di frutti, bacche e drupe, allo scopo di aumentare l’idoneità per la sosta e l’alimentazione degli uccelli migratori, oltre che per il loro possibile svernamento in zona.
Le segnalazioni delle ricatture più “longeve” del 2013 spettano a un Picchio verde e una Ghiandaia inanellati già adulti nel 2010 (quindi individui di almeno 5 anni di età) e un Merlo inanellato nel 2010 nel suo primo anno di età (individuo di 4 anni), per quanto riguarda la scorsa primavera; un codibugnolo inanellato già adulto nel 2008 e uno di età ignota nel 2009 (rispettivamente di almeno 7 e 5 anni di età), per quanto riguarda invece l’autunno passato.
Si segnala infine solo una “ricattura esterna” nel corso del 2013, riguardante un individuo di Succiacapre recante anello italiano ma inanellato presso una stazione ornitologica differente, al momento non ancora nota. La specie è inserita nell’Allegato I alla Direttiva 2009/147/CE e quindi risulta particolarmente protetta dalle leggi comunitarie.
La specie maggiormente catturata nel corso della primavera 2013 è stata l’Averla piccola (figura 2), con ben 88 individui inanellati; a questi si aggiungono anche le 11 catture della stagione tardo-estiva e inizio-autunnale, raggiungendo un totale di 99 individui, ossia il più alto numero di catture per questa specie dall’inizio dell’attività della Stazione. Si tratta sicuramente di un dato rilevante su scala nazionale, che indica come l’area di studio rivesta un importante ruolo per la sosta migratoria dell’Averla piccola, soprattutto in periodo pre-riproduttivo.

 

Maschio di Averla piccola - Lanius collurio
Figura 2. Maschio di Averla piccola – Lanius collurio (foto di Mattia Panzeri).

 

Per sottolineare l’importanza strategica del Parco del Ticino per la migrazione dell’Averla piccola vengono mostrati nelle figure 3 e 4 gli andamenti in Lombardia e in Italia delle catture di Averla piccola: il totale degli inanellamenti annuali in Lombardia, con un picco di 165 individui nel 1997, e in generale in Italia, con un massimo di circa 500 soggetti marcati su scala nazionale nel 1991, mettono ancora più in risalto i numeri di catture dell’area oggetto di studio, particolarmente vocata per la sosta di questa specie nel corso della migrazione.

 

Inanellamenti lombardi di Averla piccola dal 1982 al 2001
Figura 3. Inanellamenti lombardi di Averla piccola dal 1982 al 2001. Il massimo di catture è stato raggiunto nel 1997 con 165 individui nel complesso, considerando tutte le stazioni ornitologiche (Ferri A. & Spina F., 2005 – Atlante della distribuzione geografica e stagionale degli uccelli inanellati in Lombardia negli anni 1982-2001).

 

Trend storico dell'inanellamento in Italia di Averla piccola
Figura 4. Trend storico dell’inanellamento in Italia di Averla piccola nel periodo 1982-2003, con un numero complessivo di 7618 individui inanellati (Spina F. & Volponi S., 2008 – Atlante della Migrazione degli Uccelli in Italia. 2. Passeriformi).

 

Sempre nel corso della primavera del 2013, la seconda specie per numero di catture è stata lo Stiaccino (61), specie legata ad ambienti aperti e catturata con numeri rilevanti nei primi anni di attività della Stazione (figura 5). A seguire, tra le specie migratrici, si segnalano anche 39 catture di Capinera, 33 di Beccafico e 28 di Sterpazzola, tre specie appartenenti alla famiglia dei Silvidi e legate agli ambienti arbustivi che attualmente occupano un importante settore dell’impianto di cattura.
Misura del tarso di un maschio di Stiaccino - Saxicola rubetra
Figura 5. Misura del tarso di un maschio di Stiaccino – Saxicola rubetra (foto di Severino Vitulano).

 

Invece le tre specie più catturate nel corso dello scorso autunno sono state Pettirosso (206), Capinera (168) e Luì piccolo (69), tutte migratrici “a corto raggio” e tutte specie insettivore che in migrazione e svernamento si alimentano di bacche e frutti, dei quali trovano evidentemente buona disponibilità dell’area oggetto si studio.
Da segnalare infine una nuova specie per la stazione, catturata durante lo scorso tardo autunno: la Cesena, migratore su media-corta distanza (figura 6).

Cesena - Turdus pilaris, grosso turdide, migratore a corto raggio
Figura 6. Cesena – Turdus pilaris, grosso turdide, migratore a corto raggio (foto di Daniela Casola).

 

La Stazione Ornitologica di Vizzola Ticino sarà aperta tutti i giorni dal 16 aprile al 31 maggio.
Chi fosse interessato ad assistere alle attività di cattura può contattare i responsabili della Stazione ai seguenti indirizzi e-mail:
Paolo Bonazzi: p.bonazzi@faunaviva.it
Gianpiero Calvi: g.calvi@faunaviva.it
Severino Vitulano: s.vitulano@faunaviva.it

 

Individuo di Culbianco - Oenanthe oenanthe
Figura 7. Il Culbianco Oenanthe oenanthe è una specie migratrice su lunga distanza che sosta nelle aree aperte del Parco del Ticino. La specie viene catturata prevalentemente nel corso della migrazione pre-riproduttiva nel prato xerico situato al centro dell’area su cui insiste la stazione ornitologica Dogana (Foto di Mariella Nicastro).
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