AIUTO! C’è un pipistrello…

Breve resoconto delle attività di assistenza a pipistrelli (e umani) nel corso del 2012

Nel corso dell’anno appena terminato ci siamo occupati di circa una trentina di “problemi” riguardanti i pipistrelli. La segnalazione dei recapiti di FaunaViva sul sito web del GIRC (Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri) e la pagina Facebook dell’Associazione ha fatto sì che molte persone ci abbiano contattato per risolvere piccole problematiche di convivenza con i Chirotteri, oppure per avere indicazioni su cosa fare con pipistrelli, giovani o adulti, ritrovati fuori dai rifugi in situazione di potenziale pericolo.

Cinque sono state in totale le richieste di informazioni per casi di presenza problematica di pipistrelli negli edifici: cassoni di tapparelle pieni di pipistrelli, ristrutturazioni da eseguire, antifurto che suonano in continuazione sono i problemi che più spesso si sono presentati sia in case private sia in uffici e ditte. Il nostro intervento, telefonico o via mail si è risolto fornendo le spiegazioni più appropriate su come convivere con questi mammiferi e offrendo di eseguire sopralluoghi per verificare le soluzioni migliori per risolvere in modo soddisfacente per tutti le piccole (o grosse, a seconda della visione) problematiche.

I casi di ritrovamento di pipistrelli in difficoltà che hanno necessitato il nostro intervento sono stati in totale 23. La maggior parte delle segnalazione sono arrivate da Province diverse da quella milanese per cui le persone, dopo aver spiegato loro quali fossero le prima cure e verifiche da effettuare, sono state invitate, nel caso di effettiva difficoltà da parte del pipistrello, a rivolgersi direttamente al Centro Recupero Fauna Selvatica più vicino al luogo di ritrovamento.

Alcuni individui (molti giovani ma anche un paio di adulti rimasti feriti) sono invece arrivati direttamente alla sede di FaunaViva. Gli animali sono stati tutti rifocillati e alla prima occasione sono stati portati a ricevere le cure veterinarie più appropriate. La nostra sede e il tipo di attività che conduciamo non ci consentono infatti di curare animali feriti (nessuno di noi è veterinario) e non ci permette nemmeno di prenderci cura dei giovani per tempi molto prolungati e, soprattutto, di avere lo spazio adatto per eseguire i primi tentativi di volo in sicurezza.


Giovane di Pipistrello di Savi alimentato con una camola della farina (Foto di E. de Carli)

E se pensavamo che con l’inverno le consulenze chirotterologiche potessero avere uno stop, ci sbagliavamo di grosso: nei primi 20 giorni dell’anno sono già stati due gli interventi per pipistrelli risvegliati prima del tempo dal letargo e non in grado di trovare un nuovo rifugio adatto al proseguimento del loro meritato riposo invernale!

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