Chiusura dell’attività annuale per la Stazione Ornitologica Sperimentale di Costa Perla

A fine ottobre si è conclusa la stagione autunnale di attività dell’Osservatorio Ornitologico Sperimentale di Costa Perla (Galbiate – LC) nel Parco Regionale del Monte Barro.

L’autunno 2012 ha segnato il ritorno dell’osservatorio di Costa Perla nel novero delle principali stazioni afferenti al Progetto Alpi, progetto coordinato di studio della migrazione post-riproduttiva degli uccelli in area alpina, coordinato dal Museo delle Scienze di Trento e dal Centro Nazionale di Inanellamento dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Con la copertura continua del periodo compreso tra il 23 settembre e l’1 novembre, ovvero del periodo di maggior transito dei migratori su media distanza, l’osservatorio di Costa Perla è diventato stazione di tipo B del Progetto Alpi.

Dal 2011 le attività di cattura e inanellamento svolte a Costa Perla si inseriscono nel progetto “Seminare Biodiversità” che mira a valutare il ruolo e le potenzialità dell’avifauna, in particolare di quella migratrice, nella dispersione delle specie vegetali, autoctone e alloctone.
Il progetto, cofinanziato da Fondazione Cariplo, viene condotto dal Consorzio Parco del Monte Barro in collaborazione con l’Associazione FaunaViva e con ZooPlantLab – Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.
Nel periodo di attività dell’autunno 2012 sono stati inanellati 695 individui appartenenti a 36 specie; sono inoltre state effettuate 61 ricatture di individui precedentemente inanellati nella stessa stazione (nella stessa stagione o in stagioni precedenti). Le specie maggiormente catturate sono state Pettirosso, Fringuello, Tordo bottaccio, Regolo e Balia nera.
Pettirosso – Erithacus rubecula
L’andamento delle catture nel corso della stagione si è mantenuto su valori contenuti (entro i 30 uccelli al giorno) per tutta la prima metà del periodo di attività. Le catture sono quindi aumentate e hanno raggiunto il picco nella giornata del 22 ottobre, tornando poi a scendere anche a causa del peggioramento delle condizioni meteorologiche.
Andamento delle catture durante la stagione 2012
La stagione autunnale 2012 ha visto una riduzione delle catture rispetto al 2011. L’anno scorso, infatti, si era assistito su tutto l’arco alpino ad un numero particolarmente elevato di catture di Pettirosso, fenomeno che non si è ripetuto quest’anno. Ciò ha contribuito a ridurre il numero di catture effettuate alla stazione Costa Perla poiché il Pettirosso è la specie localmente predominante nel corso del periodo migratorio tardivo durante il quale si svolge l’attività di inanellamento.
I dati preliminari relativi alla stagione migratoria 2012, raccolti in diversi osservatori ornitologici italiani, hanno messo in evidenza l’arrivo nel nostro Paese di nutriti contingenti migratori provenienti dalle regioni settentrionali ed orientali del continente europeo. Anche a Costa Perla nel 2012 sono state catturate specie che raramente finiscono nelle reti della stazione, come ad esempio Cesena, Nocciolaia e Ciuffolotto.
Nocciolaia – Nucifraga caryocatactes

Durante le attività di cattura, come nel 2011, sono stati raccolti campioni fecali delle specie migratrici che abitualmente si nutrono di bacche, drupe e piccoli frutti, in particolare nel corso della migrazione e nel periodo invernale (ad es. Pettirosso, Merlo, Tordo bottaccio). I campioni vegetali presenti nel materiale raccolto, così come quelli opportunamente raccolti in altre aree del Parco Monte Barro ed in altre aree protette ad esso limitrofe, verranno sottoposti ad analisi molecolare dai ricercatori dello ZooPlantLab.

Frutti di rovo

Con la caratterizzazione genetica delle popolazioni delle specie vegetali target si cercherà di tracciare l’entità e il successo di dispersione, studiando lo scambio genetico e valutando la connettività ecologica dentro e al di fuori del Parco.
In base ai risultati delle indagini verranno proposte soluzioni per la riduzione dell’isolamento riproduttivo delle specie vegetali anche sfruttando gli uccelli come veicolo di dispersione.

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